Apple App Store: la privacy passa per le etichette

Logo Apple Evento Novembre 2020 e il rilancio sulla Privacy

Il sistema delle etichette dell’Apple App Store si propone come una piccola rivoluzione in campo privacy: le novità introdotte sono parecchie, ma saranno efficaci? Cerchiamo di scoprirlo assieme.

In un mondo in cui i dati si muovono sul web, nelle app e nei social media vediamo uno scorrere costante di dati. Nel muoverci tra servizi, siti e app gratuite in genere non consideriamo che il prodotto possiamo essere noi: la raccolta dei nostri dati combinati, condivisi, aggregati e monetizzati alimenta un’industria che nel solo anno 2019 è stata quantificata a 227 miliardi. Cifra che è destinata a crescere: la possibilità di analizzare il comportamento degli utenti, la profilazione e l’automazione sono oro per il marketing e non solo.

Giornata della protezione dei dati personali: la quotidianità della privacy

Il 28 Gennaio per la Giornata della protezione dei dati personali Apple ha presentato in maniera semplice ed elegante una giornata di un padre e una figlia e la loro quotidiana interazione con la tecnologia. Passo dopo passo presenta una serie di situazioni in cui determinati dati vengono condivisi all’insaputa della famiglia e infine vengono presentati tutti i problemi e le soluzioni che sono state pensate nel rispetto della trasparenza e del controllo delle proprie informazioni.

Apple App Store ed etichette: la privacy secondo Apple

Al termine del documento viene presentato il nuovo ecosistema app nel rispetto della privacy dell’utente dove si mostra l’evoluzione dell’Apple App Store che richiede agli sviluppatori di segnalare tramite etichette di facile comprensione i seguenti aspetti:

  • la tipologia di dati raccolti;
  • l’utilizzo di dati con le finalità del trattamento e relativa descrizione;
  • i dati collegati all’utente per valutare se sono in essere processi di profilazione e automazione;
  • tracciamento degli utenti da parte degli sviluppatori o da terze parti;
  • collegamenti alla privacy per fare riferimento all’informativa dell’app e scelte relative alla privacy;
  • ulteriori informazioni per ulteriori casistiche come la memorizzazione degli IP, se l’app ha condivisione web e via discorrendo.

Davanti a questo cambiamento sono state mosse critiche sul fatto che questo sistema andrebbe a colpire in particolare le piccole e medie imprese che vivono di questi dati. Per quanto queste affermazioni possano avere una loro validità bisognerebbe domandarsi da quanto tempo è radicata l’idea che il mercato debba prendere il sopravvento sulla trasparenza e sulla comunicazione dei dati trattati. Il nuovo sistema di etichette non blocca la raccolta dei dati se l’utente concede l’autorizzazione e al contempo pone quest’ultimo in primo piano con un sistema standardizzato che lo rende in grado di capire in maniera semplice e uniforme tra le sue app installate i suoi dati come vengono utilizzati e trasmessi.

Esempio Privacy sull'App Store con il nuovo sistema delle etichette privacy

Vediamo nell’esempio come viene gestito questo procedimento in Apple App Store:

  • Sezione “Privacy dell’App”
    • Descrizione
    • Ulteriori informazioni su “l’informativa sulla privacy dello sviluppatore”
  • Icona e nome sezione “Dati utilizzati per monitorarti”
    • Finalità
    • Dati utilizzati
  • Icona e nome sezione “Dati collegati a te”
    • Finalità
    • Dati utilizzati

L’elenco continua seguendo questo schema fino al completamento della lista. Grazie a questo sistema l’utente vede sempre la stessa struttura, impara a riconoscere le varie sezioni e tipologie di dati coadiuvato dalle icone, ha accesso immediato alle informazioni necessarie con la possibilità di leggere l’informativa integrale: il tutto in maniera semplice e funzionale.

Ricordiamo infatti che un’informativa deve essere intelligibile, concisa e trasparente, tuttavia nella marea di interpretazioni dei vari sviluppatori per l’utente è facile smarrirsi e non comprendere quando le informative possono essere radicalmente diverse e senza punti in comune.

Riflessioni sulle difficoltà nell’implementazione della privacy

Da questo si evince quanto gli adeguamenti in materia di privacy imposti dal Garante fatichino a stare al passo con i progressi tecnologi costanti. In particolare una delle problematiche più significative sono le linee guida del Garante della Privacy che sono presenti, ma in mancanza di uno standard di riferimento pratico possono essere aggirate o interpretate.

Basti pensare che molti siti web nelle cookie policies non solo non elencano la lista dei cookie utilizzati con informazioni connesse, ma presentano una serie di istruzioni in base al browser adoperato per disabilitare tutti i cookie come se fosse compito dell’utente bloccarli senza neanche sapere cosa sono (in quanto il sito non lo specifica) e a cosa servono. Questo è solo un esempio di cosa ci si può imbattere nella navigazione web quotidiana.

Altresì vero sono le difficoltà oggettive per il Garante di presentare un progetto di tale portata e farlo applicare ai più famosi app store come quelli di Google e Apple. Nel mondo web le difficoltà sono ancora più elevate.

Risulta quindi peculiare e degna di lode l’iniziativa di Apple di delineare un sistema della privacy che offra agli utenti informazioni standardizzate sulla raccolta e trattamento dei dati riportate dallo sviluppatore tramite le etichette, tuttavia è importante considerare come la posizione dominante di Apple sia stata la chiave nell’apportare questo cambiamento e apre riflessioni su quanto i colossi del web abbiano il potere di decidere i sistemi per tutelare o meno la nostra privacy.

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