Twitter nel mirino di O.N.U. e Unione Europea: fondamentale il rispetto dei diritti umani

Twitter

L’acquisizione del social network Twitter da parte di Elon Musk è una manovra economica destinata a far parlare di sé ancora a lungo.

Dal momento della conclusione dell’accordo, avvenuto il 27 ottobre u.s., il magnate della tecnologia ha compiuto una serie di scelte che hanno attirato sulla piattaforma l’attenzione non solo di investitori ed operatori economici, ma addirittura di organizzazioni internazionali al pari dell’O.N.U. e di diversi esponenti politici dell’Unione Europea.

La prima di queste decisioni controverse consiste nel licenziamento di alcuni top manager della compagnia, motivata dalla dichiarata volontà di operare importanti cambiamenti tra cui l’istituzione di un “comitato di moderazione” che vigilasse sull’effettivo rispetto della libertà di parola ed espressione sul social network; a tale manovra faceva seguito il licenziamento di circa metà dei dipendenti della compagnia.

La seconda decisione discussa è rappresentata dalla modifica dei servizi offerti dalla piattaforma, introducendo la possibilità di “verificare” un account privato tramite il pagamento di un canone mensile.

La reazione pressoché unanime di fronte a queste decisioni è stata di forte preoccupazione, principalmente per quanto riguarda la lotta a disinformazione e “hate speech” e, più in generale, per la tutela dei diritti degli utenti del social network.

Ciò che ha destato perplessità, in primis, è stata la sostituzione della “spunta blu”, un badge di verifica che veniva apposta, dopo un serie di controlli tesi approfonditi, per garantire che la persona o l’azienda dietro il profilo fossero effettivamente quelli dichiarati, con un sistema fondato semplicemente sul pagamento di una quota mensile. In questo modo aumentava il rischio di incappare in profili fake, creduti legittimi grazie alla spunta blu vicino al nome, in grado di diffondere contenuti falsi o malevoli spacciandosi per personaggi o aziende famose.

Si veda per esempio, quanto accaduto alla compagnia farmaceutica statunitense Eli Lilly and Co. che ha visto un profilo falso che aveva acquistato la “verified badge” diffondere un tweet in cui prometteva di distribuire insulina gratuitamente; la società, oltre a pubblicare una smentita dal proprio profilo ufficiale, tentava di contattare lo staff di Twitter per risolvere il problema ma non riceveva alcuna risposta per svariate ore, anche a causa della riduzione della forza lavoro.

La ridotta capacità di moderazione, legata all’elevatissimo numero di licenziamenti, ha portato persino l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Uniti, Volker Türk, a inviare a Musk una lettera aperta pubblicata in chiaro sul sito istituzionale della Nazioni Unite per invitarlo a prestare particolare attenzione al rispetto dei diritti umani sulla piattaforma e a garantire determinati standard.

In particolare il Commissario Türk, che ha constatato con rammarico la notizia che Twitter avrebbe licenziato l’intero team che vigila sui diritti umani e tutti tranne due membri del team “ethical AI”, ha richiesto di coordinare il rispetto della libertà di pensiero con la lotta alla disinformazione e con la diffusione di messaggi di odio, discriminazione, ostilità o violenza: “free speech is not a free pass”. La lettera si è conclusa con l’auspicio che il social network voglia continuare a collaborare con le autorità, come accadeva con la gestione precedente, per promuovere il rispetto dei diritti umani nel settore della tecnologia.

Anche nell’ambito dell’Unione Europea l’acquisizione di Twitter viene vista con trepidazione e preoccupazione: il Commissario Europeo per il mercato interno Thierry Breton, rispondendo ad un tweet di Musk, ha invitato il magnate della tecnologia a rispettare la normativa Europea all’interno dei confini dell’Unione. Allo stesso modo, il Parlamento Europeo ha invitato Musk ad incontrare il legislatore europeo per fornire rassicurazioni sul rispetto dei principi democratici e dei diritti umani da parte del social network.

L’attenzione ricevuta dalla vicenda Twitter dimostra chiaramente come i social network stiano acquistando sempre più importanza nella società moderna, come strumento comunicativo non solo a servizio dei privati ma anche delle grandi multinazionali e addirittura di capi di governo e soggetti istituzionali: l’immenso numero di dati e informazioni che circola quotidianamente sui social rende necessario un ingente sforzo di moderazione volto a filtrare le notizie false o addirittura nocive, punire chi trasgredisce le norme di condotta, ad esempio promuovendo messaggi discriminatori o di odio, e a garantire la tutela dei dati immessi da parte degli utenti.

Per questi motivi una vicenda di natura meramente economica e finanziaria acquisisce estrema rilevanza anche sul piano privacy e di tutela dei diritti umani fondamentali, attirando su di sé gli occhi di osservatori di altissimo livello anche istituzionale.

Le ultime notizie in arrivo da oltreoceano portano tuttavia nuove preoccupazioni: Twitter avrebbe comunicato ai propri dipendenti che gli uffici della compagnia rimarranno chiusi sino al 21 novembre p.v.; ciò, in considerazione delle recenti posizioni assunte da Musk in materia di smart working, ha portato a chiedersi se la nota piattaforma social resterà di fatto priva di moderazione per il periodo di chiusura, circostanza che appare potenzialmente disastrosa.

Al momento della redazione del presente articolo, la dirigenza di Twitter non ha fornito alcuna notizia in merito.

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